Presentazione

In passato “il vino del contadino” è stato spesso associato a una percezione di scarsa qualità, e in parte era ed è tutt’ora vero. Tuttavia è necessario fare dei distinguo. Se in molti casi infatti i contadini si sono dimostrati dei dilettanti della produzione vinicola, in altri, specialmente in alcune zone dove veniva privilegiata la qualità delle colture, le antiche conoscenze di cui erano custodi hanno fatto crescere vigneti forti, sani e longevi che ancora oggi ci regalano grandi vini.

Di questo tipo di coltivatori, quelli bravi intendo, ne ho conosciuti molti. A due di loro devo molto di ciò che so e di ciò che sono: mio padre e mio nonno.

Di origini marchigiane, erano entrambi agricoltori attenti ed esperti che negli anni sono stati capaci di trasmettermi il loro sapere, la loro passione e il senso di rispetto che, attraverso il nostro lavoro, dobbiamo costantemente dimostrare verso le colture e la terra che le alimenta.

Miti e determinati allo stesso tempo, legatissimi alla loro terra, mi hanno trasmesso insegnamenti sull’agricoltura le cui ragioni scientifiche ho scoperto completamente solo più avanti, in anni di studio e approfondimento, ed è grazie a loro se alcune delle migliori tecniche di coltivazione naturale, considerate oggi “attuali e moderne”, facevano parte del mio bagaglio di competenze e capacità manuali ancor prima che fossi pienamente consapevole del loro valore.

Più a loro agio con la terra che con le parole, mi hanno spiegato ciò che sapevano e insegnato ciò che sapevano fare con la semplicità di chi la natura la conosce non tanto perché l’ha studiata ma perché ci ha vissuto dentro, con il rigore di chi sa che i “segreti del mestiere” si conquistano col tempo e col sudore e che quindi vanno difesi e salvaguardati.

Alla fine tutto torna, e benché rispetto a loro abbia fatto scelte diverse, compresa quella di affrancarmi per oltre un decennio lavorando alla nascita delle vigne bolgheresi di Guado al Tasso (allora tenuta Belvedere) e poi quella di trasformare completamente l’attività di famiglia da agricola in vitivinicola, oggi quelle conoscenze contadine rappresentano ancora il mio principale punto di riferimento.

Terra e sapere non sono le uniche eredità che mi hanno lasciato. C’è un’altra cosa che forse sta sopra a tutto: l’attaccamento alla famiglia. Il nucleo familiare per un contadino significa molto, la terra infatti richiede tanta dedizione, amore ed energia, tutte cose che, se si è fortunati come me, si trovano in famiglia.

Per questo sono grato a mia moglie Giovanna e i nostri figli Alessandro, Samuele e Filippo che, oltre a portare avanti con me il lavoro in vigna, in cantina e in azienda, si sono fatti carico a vario titolo di sostenermi in questa nuova “impresa”: comunicare al meglio i valori della nostra azienda e dei nostri vini.

Grazie per la vostra attenzione e… vi aspettiamo numerosi.
A presto.

Maurizio Fuselli

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